Europa, un tour tra i musei più curiosi e piccanti del Vecchio Continente.

sex machines museum di praga

A Dublino spicca il Museo Nazionale del Leprechaun, il folletto tipico del folklore irlandese; a Boscastle, in Cornovaglia, si segnala invece la più grande collezione di artefatti legati alla stregoneria; a Varsavia brilla (è il caso di dirlo) uno spazio dedicato solo alle insegne al neon, e in particolare a quelle risalenti al periodo della Guerra Fredda. Si difende bene anche l’Italia, con Bologna che risponde presente con il Museo del Gelato, posto magico per gli amanti di coni e coppette, con tanto di laboratori e (soprattutto) degustazioni in diretta delle gustose creazioni.

Musei curiosi in giro per l’Europa. Questo è solo un primo, breve e parziale elenco dei tantissimi Musei che in Europa sono dedicati alle passioni e alle collezioni più curiose e strane, e che possono diventare meta di un viaggio all’insegna di qualcosa di nuovo. Se invece si ricerca un gusto un po’ più piccante e “proibito”, con sfumature che ricordano quelle delle famosi luci rosse dei cinema vietati ai minori, bisogna avere una giusta guida.

Una guida piccante. È per questo che abbiamo chiesto supporto agli esperti di lestanzedimadame.com, il portale italiano di racconti erotici per adulti e al piacere tra le lenzuola, che ci hanno aiutato nello scovare alcuni dei musei del sesso più interessanti in giro per l’Europa dove spesso, al contrario del falso pudore che spesso attanaglia l’Italia, questi luoghi vengono celebrati e visitati da milioni di turisti ogni anno.

Amsterdam apre i giochi. Partiamo dalla città europea che più d’ogni altra richiama situazioni “peccaminose”: ovviamente, l’Erotic Museum di Amsterdam non poteva mancare in questa lista, con la sua organizzazione precisa e scientifica di sale e reperti, dove spiccano il massaggiatore vibrante del dottor Macaura, risalente a metà Ottocento e precursore dei moderni vibratori, e la Sexy Art Gallery, che invece rappresenta una collezione multimediale che apre una finestra sull’erotismo e sulle tendenze attuali, anche nel campo dell’arte e dei nuovi media.

In giro per Pigalle. Anche Parigi ha una lunga e storica tradizione nel campo dell’erotismo, e basta citare il quartiere di Pigalle o il Moulin Rouge per identificare i luoghi del “piacere”. Ed è proprio in quest’area che sorge il Museo dell’Erotismo, ospitato in un palazzo di addirittura sette piani che servono a raccogliere ogni tipo di testimonianza sulla storia dell’ars amandi, tra cimeli piccanti, statue provenienti da tutto il globo, disegni, quadri e fumetti che stuzzicheranno di sicuro le fantasie dei visitatori.

Da Praga a Barcellona. Più orientato al collezionismo degli antichi prototipi meccanici degli attuali vibratori è invece il Sex Machines Museum di Praga, che sin dall’ingresso testimonia questa prerogativa, ospitando una speciale macchina sessuale fatta di un elaborato complesso di ingranaggi, cinghie e catene studiati solo e soltanto per regalare piacere. In totale, sono oltre 200 i dispositivi raccolti, corredati dalle immancabili collezioni di video, disegni, film e oggetti vari. Più raffinato (o quanto meno più artistico) si rivela il Museu de l’Erotica di Barcellona, che difatti si contraddistingue per manufatti e opere d’arte da tutto il mondo, a cominciare dagli schizzi erotici dei due maestri “di casa”, Pablo Picasso e Salvador Dalì, fino all’erotismo giapponese, cui è dedicata un’intera sala.

I falli in Islanda e le provocazioni in Russia. Festeggia i venti anni di attività il Det Islandske Fallologiske Museum di Reykjavik, vale a dire il “Museo Fallologico Islandese” che vanta una collezione di ben 272 organi genitali maschili di 92 specie differenti, incluso quello di una giraffa (oltre a quelli umani), oltre che una sezione con circa 300 opere artistiche a tema fallico. A San Pietroburgo, invece, si manifestano gli intenti sin dal nome: qui il Museo erotico prende il nome di Tochka G, ovvero Punto G, che raccoglie 3 mila oggetti che ripercorrono la storia della sessualità umana dall’antichità ai nostri giorni, con una sezione speciale per le opere provocatorie di giovani artisti russi.